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POESIE E RACCONTI
ANTONINO E LO SCIOPERO DELLE FINESTRE
Antonino era vicino alla pensione e aveva un compito: aprire tutte le finestre al mattino e chiuderle tutte alla sera. Il personale del comune di Roma si aspettava questo da lui, e lui lo faceva diligentemente.
Conosceva le finestre una per una: c’era quella che strusciava, quella bloccata , quella coi cardini forzati, quella che sembrava oliata, insomma erano tutte diverse le une dalle altre.
Ogni cinque anni toglieva le persiane, le passava con la cartavetra, poi le riverniciava e le rimetteva al loro posto come nuove. Gli voleva bene, lui, alle sue finestre!
Poi l’economia andò in crisi, mancavano i soldi, si pensò che il lavoro di Antonino lo potessero fare anche gli altri impiegati e fu licenziato.
Quando le finestre, al mattino, non videro Antonino, pensarono che si fosse ammalato, poi udirono i pettegolezzi dei colleghi e decisero che se Antonino non fosse stato riassunto loro avrebbero fatto sciopero a oltranza.
Fu così che il mattino dopo nessuno riuscì ad aprire una finestra. Provarono tutti gli impiegati, anche col piede di porco, ma non ci fu verso. Accesero le luci.
Il giorno dopo le finestre si aprirono, ma a metà mattinata tutte d’accordo sbatacchiarono così forte che tre vetri si ruppero. Gli impiegati accorsero a togliere i pezzi di vetro e si tagliarono tutti uno dopo l’altro.
Il terzo giorno quattro maniglie girarono a vuoto, il quarto si bloccarono le persiane, il quinto pioveva a dirotto e le finestre erano tutte spalancate. Insomma non si sapeva più che fare con queste finestre.
Il sindaco, interrogando gli impiegati, capì che i problemi con le finestre coincidevano con il licenziamento di Antonino e allora decise di riassumerlo.
Ma Antonino era orgoglioso. Rifiutò l’offerta ed aprì un piccolo negozio di serramenti con sua moglie, e con questo riuscì a sbarcare il lunario.
Nel frattempo in comune le finestre non trovavano pace, facendo impazzire gli impiegati. Finché si dovettero smontare e fu proposto ad Antonino di prenderle con sé.
Antonino le restaurò una per una, parlandoci dolcemente per smorzare la rabbia, e le rivendette a persone di sua fiducia sicuro che ne avrebbero avuto cura. Il negozietto andava bene e non si pentì della sua scelta.
Il comune invece spese un sacco di soldi per acquistare tutti gli infissi nuovi, più di quanto avrebbe speso per pagare lo stipendio del nostro Antonino fino ad arrivare alla pensione.
Francesca Moretti
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