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David
Giacanelli

 

 

  

 

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SÌ, CAMBIA!

 

STORIE E RIFLESSIONI INTORNO ALL'HANDICAP

 

Quando sono state raccolte queste storie di vita Eluana Englaro, anche se artificialmente, era ancora in vita e si assisteva, ogni giorno, al siparietto degli attacchi politici: credenti e laici, conservatori e progressisti si scontravano sulle pagine dei giornali. In tutto questo il silenzio del padre di Eluana e della sua famiglia. A parlare solo i ricorsi, alcuni tribunali, sentenze della Corte di Cassazione. Corsi e ricorsi a colmare il vuoto legislativo e il voyeurismo mediatico. La Politica contro la Giustizia.

Il caso di Eluana ci ha aperto gli occhi su di un Paese assolutamente arretrato, dal profilo legislativo, su temi sensibili come quello del testamento biologico. In tal senso, moltissimi paesi in Europa, la maggioranza, hanno già una legge che disciplina la materia. Ora, dopo la morte di Eluana, o un ritorno alla vita secondo come la si interpreti, assistiamo ad un’accelerazione della politica nel voler compensare questo vuoto. Il rischio, di nuovo, è che le eterogenee posizioni sul tema, anche all’interno di stesse compagini politiche, possa portare in primis ad un logoramento e rallentamento dell’iter legislativo, in secondo luogo ad una legge che, secondo i genitori dei figli disabili, sarebbe meglio non avere. Perché arretrata, non rispondente alla realtà, alle problematiche vere da affrontare.

Personalmente sono sempre stato dalla parte di Beppino Englaro. Ho sempre ritenuto che fosse indispensabile avere una legge sul testamento biologico e che, in principio, deve essere tutelata, sempre, la volontà del paziente. Non parlo solo di consenso informato, ma dell’imprescindibile rispetto della volontà di chi, perfettamente in grado di intendere e volere, esprime un giudizio sulla propria esistenza e modalità d’essere condotta. Prima l’individuo e la sua volontà, poi tutto il resto.

E probabilmente, se un giorno queste mie testimonianze saranno mai pubblicate, l’Italia avrà avuto la sua legge sul “biotestamento” in discussione in questi giorni al Senato. La sensazione, fin d’ora, è che si otterrà una legge ma che ne scaturirà un “pastrocchio”. Avremo una legge che farà di tutto per mantenere in vita, anche con metodi e trattamenti che si approssimano all’accanimento terapeutico, tutte quelle persone che avranno avuto la sventura di ritrovarsi, accidentalmente, in situazioni paragonabili a quelle di Eluana. Una legge, in sostanza, che condanni all’esistenza. Cara Eluana, se solo sapessi. [...]

 

David Giacanelli

 

 


 

David Giacanelli nasce a Roma il 6 settembre del 1972. Dopo la maturità classica, la laurea in Scienze Politiche alla Sapienza. Ha lavorato per diversi anni come ufficio stampa istituzionale e, oggi, continua a svolgere la funzione di addetto stampa per una società. Ha scritto, come freelance, in numerose testate nazionali e siti internet. Si è occupato delle relazioni esterne di un Istituto per la promozione e divulgazione del cinema e l’audiovisivo dei Paesi latino-americani e nel novembre del 2004 si è classificato al terzo posto alla II Edizione del Premio giornalistico Benedetta D’Intino, istituito da Cristina Mondatori, con l’articolo sul sociale “Uomini”. Appassionato di narrativa e cinema, appena gli è consentito viaggia.

 

SÌ, CAMBIA!
è il numero 30 del catalogo

 

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