LibertàEdizioni editore discount /
DISCOUNT PUBLISHER - Basic services, discount prices
Earn money selling your book
we ship worldwide:
store@libertaedizioni.net


                      

 

IL SITO DELL'ASSOCIAZIONE CULTURALE CITTÀ LIBERA - www.libertaedizioni.net

SFOGLIA IL CATALOGO EBOOK  LIBRI CARTACEI   LEGGIAMO E SELEZIONIAMO MANOSCRITTI  
WE READ AND SELECT MANUSCRIPTS FROM ALL OVER THE WORLD
 

i nostri negozi online   Ingrosso e Outlet   Dettaglio   LiberoPost   il nostro blog
 

SERVIZI POSTALI E ORDINAZIONE LIBRI: scrivere a store@libertaedizioni.net
 

Tutti i nostri eBook sono stampabili su richiesta minimo 30 copie super-sconti spese di spedizione gratuite
All our eBooks are printable on demand: store@libertaedizioni.net

 


Servizi essenziali, prezzi discount
Guadagna vendendo il tuo libro

.

LibertàEdizioni
Associazione Culturale Città Libera
C.F. e P.IVA: 02134530464
Lucca,
Italy

Anna
Alberico

 

 



Sopra: foto originale di Emiliano Cevasco 

 

 

 

ONLINE LIBRARY

 

HALD LA COMETA ASSASSINA

IL NUOVO ROMANZO DI ANNA ALBERICO

 

 

    Nelle notti d’agosto tutto può accadere, anche di vedere Hald, la cometa distratta. Il meteorite, con la sua mania di comparire in ogni dove del firmamento dimenticando pezzi di scia lungo il percorso, innervosiva gli astronomi, che si azzuffavano su calcoli matematici avanguardisti, costantemente obsoleti rispetto alle variazioni distratte. 

   Hald gironzolava da sei mesi e, sebbene molti individui si fossero abituati alla sua presenza, la maggioranza continuava ad alzare gli occhi al cielo. Si moltiplicavano le cadute, i tamponamenti, i torcicollo, le serate trascorse all’aperto. Poiché gli astronomi sbagliavano le previsioni, nessuno era sicuro di quanto tempo avrebbe trascorso in compagnia della cometa e l’impulso ad ammirarla non scemava.

   Hald aveva lasciato scie nella volta celeste di entrambi gli emisferi e da circa tre mesi teneva la testa in quello boreale; uno dei paesi dove più risplendeva era l’Italia, specie a  settentrione. Questo rappresentava un buon gettito per gli albergatori, i telescopi e gli astrolabi andavano a ruba e le serate contemplative zittivano molte iniziative ludiche.

   Oltre che distratta, Hald era dispettosa: una sera era luminosissima e quella dopo emetteva un polverio oscuro e impenetrabile, ricomparendo sfolgorante la notte successiva, quando tutti dormivano.

   La Nasa aveva inviato due satelliti a prelevare il misterioso pulviscolo, ma il primo era esploso in fase di decollo e il secondo era scomparso dagli schermi, forse risucchiato da un buco nero o finito a spasso in una galassia

   Come è noto, l’arrivo delle comete dà sempre la stura a profluvi di notizie e predizioni, comprese quelle iettatrici diffuse da astrologi, alchimisti, streghe e stregoni, veggenti, medium, indovini, fattucchiere, prestigiatori, sciamani, animisti, cartomanti, illusionisti, satanici, guaritori, oracoli, chiromanti, negromanti, spiritisti, predicatori, parapsicologi, esorcisti, rabdomanti, ipnotizzatori, cabalisti, esoterici, vuduisti, aruspici, menagramo e prefiche, che si ha un bel dire facciano parte di un mondo ormai estinto, dove imperavano miseria, analfabetismo e superstizione.

   Pur ammettendo che quell’epoca sia parzialmente estinta, la magia si era adattata all’era della comunicazione, i suoi rappresentanti viaggiavano in internet e in metropolitana, intascavano redditi invidiabili ed erano seguiti da stuoli  di seguaci occulti o plateali.

   Chiaramente mettevano inserzioni sui giornali e, nei mesi antecedenti e coevi alla cometa, si trovarono a disquisire, su carta e su schermo, con insigni astronomi ed economisti. Coi primi dissertavano sulla valenza malvagia o propizia del corpo spaziale e sull’imprevedibilità, che le circonlocuzioni criptiche astrologiche interpretavano pronosticando tutto o niente contemporaneamente.   

   Con gli economisti litigavano circa le ricadute attive o passive sul prodotto interno lordo secondo la portata malefica o benefica ma, soprattutto, si accapigliavano fra loro lanciandosi anatemi.

   Astrologia, parapsicologia, magia bianca e magia nera, prestidigitazione, sciamanismo, negromanzia, vudù, demonismo, teosofia, psicometria, cartomanzia, ieromanzia, tarocchi, divinazione, demonolatria, spiritismo, numerologia, chiaroveggenza, cabala, sfere di cristallo, levitazioni, talismani, trance, telepatia, telecinesi,  scrittura automatica, lettura della mano, delle uova à la coque, dei fondi di the e caffè, delle frattaglie di pollo, pendolini, amuleti, bacchette magiche, pozioni d’amore o di vendetta, tisane rassodanti, fluidi abbronzanti, snellenti e predittivi, ribollivano in un calderone di polemiche e riempivano pagine di giornali e intermezzi televisivi.

   Vaticinavano cataclismi o miracoli, esonerando i cronisti da sfiancanti reportage sui tragitti vacanzieri, sull’espansione dell’alga killer, sull’inadeguatezza dei sistemi fognari napoleonici, sui malanni dei viaggiatori da crociera o da traghetto che, per lo 0,001%, rischiavano la salmonellosi o la “maledizione di Montezuma”, per non parlare della deflagrante cinetosi (mal di mare). Ben lontani dall’essere paragonati ai debordanti affanni dei numerosi viaggiatori delle “carrette del mare”, che presenziavano tutto l’anno e, se non s’inabissavano, approdavano su coste relativamente lontane.

   In mancanza di notizie impigrite dall’afa, c’era sempre un pronostico magico a soccorrere i reporter i quali, per non ripetersi, ricorrevano alla New Age, a un santone indiano e all’onnipresente profezia di Nostradamus, che a tutto si adattava.

   Il pubblico sovente confondeva astronomi e astrologi, esclusi i casi in cui venivano volgarmente etichettati come scienziati e ciarlatani e le congetture positive prevalevano su quelle nefaste, poiché le sorprese di Hald risolvevano moltitudini di problemi.     

   Una partita di calcio andava male? I perdenti avevano percepito un inspiegabile indolenzimento muscolare. Accadeva un incidente mortale sul lavoro? Il pulviscolo invisibile era piovuto sull’impalcatura, sulla piattaforma della nave, negli occhi del gruista, nelle pale della betoniera, negli ingranaggi della catena di montaggio, nel sistema di aerazione della fabbrica. Gli industriali erano contenti, gli assicuratori esultavano e i parenti delle vittime contavano zero come quando la cometa non c’era.

   Il globo era surriscaldato e il clima diventava furiosamente imprevedibile? Colpa degli influssi planetari uniti alla presenza del bolide. I prezzi aumentavano? Hald influiva negativamente sulle trattative Opec, indisponeva i mercati esteri, qualche granello meteoritico si era infilato nei computer degli operatori, causando un’inversione dell’indice Mibtel … Insomma il mondo girava più fantasioso e lieto del solito.

   Alla massa tutto sembrava cambiato pur rimanendo uguale: alcuni credevano al magnetismo celeste e speravano in un domani migliore; altri si consolavano guardando il cielo, tanto i prezzi sarebbero comunque aumentati per colpa di uno sceicco, dei cinesi o dei terroristi.

   Chi non ci ricavava niente erano gli studenti, poiché i professori non consideravano il pulviscolo nella memoria. Del resto non credevano neppure all’ipotesi dell’incidenza spaziale sulle congiunture internazionali; opinione condivisa da molti appartenenti al genere umano, abituati e rassegnati a non essere ascoltati.

   Questi, in buona parte, avevano rinunciato a parlare e borbottavano fra sé e sé seduti sulle panchine, guidando, camminando, viaggiando in bus o in aereo. Prima o dopo sarebbe finita.

   I simpatici isolati sostituivano l’oralità con la scrittura. Alcuni coprivano risme di fogli di caratteri che nessuno avrebbe letto, trasformandone raramente alcuni in lettere agli amici o ai giornali. Tanti si erano adattatati alla modernità, dedicandosi a cercare una comunione d’intenti o d’opinione tra i frequentatori di internet.

   Si collegavano ai social network o inviavano mail a ignoti compari di tasto e nuove conoscenze. Se fossero passati per matti, si sarebbero limitati a scomparire.

   Fra questi irriducibili si trovava Michele. Aveva passato i trentacinque accumulando un ottimo e vano curriculum di studi e collaborazioni accademiche, saltellando tra la povertà e la sopravvivenza, lo sconforto e l’impazienza, fino ad affondare nella rassegnazione del pizzaiolo, dopo un corso di abilitazione regionale a pagamento, offertogli dallo zio assessore.

   Dietro al banco teneva aperto il Faust e Urfaust, che non riusciva a leggere, infatti la pagina era coperta di schizzi di salsa, olio e mozzarella e un topo aveva rosicchiato i margini.

   Sconsolato e frustrato nelle sue vocazioni umanistiche, quando tornava a casa, dopo essersi liberato della puzza di fritto, leggeva, scriveva e chattava. Era sempre stanco, perché si attardava la notte a corrispondere coi suoi amici vicini o d’oltreoceano. Contattava anche diverse ragazze, che gli inviavano foto in allegato, per eclissarsi una volta saputo che non sarebbero state invitate al carnevale.

   Le sue fortune derivavano dalle generalità: giovane, espansivo, colto, chioma castana fluente, occhi verdi, alto, fisico prestante e tatuato, residente a Rio.

   Solo dopo vari scambi specificava che non era de Janeiro  ma Salso, una delle cinque frazioni montane di un villaggio costiero: Rio Salso, Rio Freddo, Rio Secco, Rio Sperso, Rio Lago. Sulle carte geografiche non erano riportate, ma quando le interlocutrici lo legavano alla regione, Liguria e al comune, Orto – anch’esso escluso dalle carte internazionali – si volatilizzavano. [...]

 

Anna Alberico 

 

 

 


 

  

LA MORTE
PASSA DAL VICOLO

UN ROMANZO DI ANNA ALBERICO

 



 

  Era una sera di primavera inoltrata, ma la temperatura era invernale e la pioggia cadeva a scrosci improvvisi mossi dal vento. La luce del tramonto subito affondò nel buio e Nicola percorse il ripido vicolo a tentoni, poiché l’illuminazione stradale non aveva retto al temporale.

  Sostò un istante sull’uscio di un portone, fiocamente illuminato dalla luce di una finestra che, per uno strano gioco di ombre, proiettava sullo stipite la figura di un immenso ragno pronto a catturare la preda.

  Varcò la soglia di casa e l’assalì la consapevolezza dell’isolamento che avrebbe accompagnato la serata. Asciugò i capelli neri scrutando nello specchio lo sguardo triste negli occhi castani. Si dedicò quindi all’ascolto dei messaggi in segreteria, bevendo un bicchiere di vino: anche se non vi riponeva grandi speranze, avrebbero costituito un breve diversivo. Il primo era di sua madre; il secondo del suo amico Fulvio.

  Preparò la tavola, aprì Al di là del bene e del male, non per leggerlo durante il pasto, che gli sarebbe andato di traverso, ma per una finzione di compagnia. Accese il microonde e scaldò una ratatouille precotta congelata, sebbene cucinare lo rilassasse.

  Jenny, la sua ultima convivente, apprezzava le sue doti culinarie. Il loro viaggio era stato piuttosto breve e privo di ripercussioni emotive, tranne la solitudine, che riservava molti aspetti positivi.

  Nicola si scosse dalle riflessioni un istante prima dell’incendio della cena, si insultò da solo, accese lo stereo e si sedette.

  La mattina seguente, all’ufficio postale, riprese il consueto ritmo lavorativo, nel quale i momenti migliori erano le pause caffé e i peggiori i turni allo sportello.

  Il pubblico non capiva cosa significasse stare in vetrina senza poter sbuffare, sbagliare un tasto, grattarsi, mentre si spiegavano a una signora, in coda da mezz’ora, le diverse funzionalità degli sportelli. Questa, irritata, scontrò Zororì, il cane della signora Adele, che non avrebbe dovuto trovarsi lì e azzannò il polpaccio di un naziskin intento a saldare una multa per divieto di sosta in monete da 1 cent.

  La miscela di sangue e centesimi provocò lo slittamento della fila di pensionati in attesa di riscuotere, che finirono con l’azzuffarsi.

  «È troppo. È ora di cambiare. Ma i cambiamenti, si sa, non arrivano quando li desideri o innescano l’effetto boomerang. Meglio tirare avanti aspettando la fine del mese» pensava Nicola, rinfrancato dalla possibilità di collegarsi all’Adsl, ma non sapeva cosa farsene, o abbonarsi a Sky, ma non aveva il televisore, oppure comprare nuove casse per lo stereo, ma i vicini disprezzavano la musica ad alto volume.

  Fine della giornata, cartellino, un sms all’amica Betti per l’aperitivo. Il tempo si era rimesso, dai tavoli all’aperto si potevano assaporare la tiepida luce del tramonto riflessa sul mare e il rumore delle onde soffocato dalle urla dei bambini che giocavano a calcio e al “Perfido sterminatore”.

  Betti era di ottimo umore perché era stata spostata al reparto cosmetici dell’ipermercato, quindi non si offese quando una pallonata le rovesciò il Bloody-Mary sui sandali. Intanto pagava Nicola e poi era felice di aver abbandonato il reparto alimentare: si svegliava la notte sognando pile di vasetti di cetriolini marinati in rotta di collisione con colli di acciughe sottolio, guanti trasparenti che le si avvinghiavano al collo; cataste di zucchero trafitte da schieramenti di carciofi vendicativi che andavano a rovinare nello scomparto dei latticini.

            Quando la quarta pallonata catapultò le patatine in maionese sulla cotonatura della signora accanto, decisero di invitare Marta e Fulvio a festeggiare l’evento con una pizza. [...]

 

Anna Alberico

 

 



 
  HALD LA COMETA ASSASSINA
 

   

LA MORTE PASSA
DAL VICOLO

di ANNA ALBERICO
LibertàEdizioni, 2008

romanzo di Anna Alberico 


 

Anna Alberico (nata a Genova nel 1967) è Dottore di ricerca in storia contemporanea. Nel suo settore ha pubblicato vari libri di storiografia: La storiografia italiana su Russia e Unione Sovietica nell'ultimo trentennio (1995);  Il fascismo e l'attentato ad Alessandro I di Jugoslavia (1934) (2001); Il collaborazionismo fascista e i processi alla Corte straordinaria d’Assise. Genova 1945-1947 (2007).

La morte passa dal vicolo è il suo primo romanzo, nel quale s'incrociano il ritmo del thriller e l'ironia delle quotidiane assurdità.

Hald è il suo nuovo romanzo, nel quale all'elemento noir si aggiungono elementi fantastici e cosmici, mixati dall'autrice con sapiente ironia. 

Anna Alberico vive in provincia di Genova con la sua famiglia

Di fianco e In copertina: foto originali di Emiliano Cevasco

 

HALD LA COMETA ASSASSINA 
è il numero 27 del catalogo

LA MORTE PASSA DAL VICOLO
è
il numero 4 del catalogo

 

Copyright this business. All rights reserved.

Web Hosting by Yahoo!

 

 

LibertàEdizioni
Associazione Culturale Città Libera
C.F. e P.IVA: 02134530464
Lucca,
Italy